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mercoledì 16 settembre 2015

Gardening in New York: vietato lamentarsi!

Stiamo sempre qui a lamentarci! No davvero, fateci caso: conoscete qualche agricoltore che non si lamenta (o un qualsiasi essere umano appartenente a qualunque sotto-gruppo)? 
Ovviamente parlo anche per la sottoscritta. Mi lamento, sì!
- La burocrazia mi uccide
- Vorrei un terreno in piano, cheppalle 'sti sgrebeni
- Ci sono le lumache!
-Fa troppo caldo!
-Oddio, ma piove sempre?!?
-Perché non ho 30 ettari sull'Alpe di Siusi (seee, vabbé)??
- Il mondo non mi merita....
Ecc Ecc Ecc

Ecco perché dico che viaggiare fa bene, benissimo. Rimette le cose nella loro giusta prospettiva. E' solo con il confronto che riusciamo a: smettere per due ore di lamentarci, essere creativi (sempre in quelle due ore, eh), essere obiettivi almeno un pochino su ciò che ci circonda.

New York, Lower East Side, neighborhood veramente sgarrupata (non ho mica capito come ci siamo finiti, ma tant'è...). Ad un certo punto lo vedo: alta cancellata, rete di protezione, presidio di umanità. Un micro giardinetto, molto curato, pieno di piante. Circondato dai palazzoni.
E realizzo che sono giorni che (a parte il Central Park) non calpesto altro che cemento!
Leggo: è un orto comunitario. Questo ente gestisce, tramite volontari locali, micro aree di verde fra un palazzo e l'altro, strappandole al degrado (ci provano...) e rendendole fruibili da chi magari al Central Park manco ci pensa.
Mi prende un senso di tenerezza infinita. E qui davvero percepisco la potenza del richiamo del contatto con la natura, con un po' di verde, con la terra vera, quella sporca. No perché si fa presto a sentire il richiamo quando dalla finestra si vedono cime innevate/verdi/giallerosse, quando un asino raglia per darti il buongiorno tutte le mattine e le pecore ti chiamano a squarciagola.
Ma trovo eroico sentire lo stesso richiamo qui! E fare qualcosa per rispondere! 

Aggiungo che per un paio d'ore ho smesso di lamentarmi, il new mantra era: checulocheculocheculo!

La pianto qui e lascio la parola alle foto. date un'occhiata e smettete di lamentarvi per almeno due ore (mi rivolgo calorosamente ai contadini che mi leggono)!



Questo è l'orticello sospeso di una scuola nelle vicinanze (all'ingresso c'era scritto per favore di non portare droga a scuola, grazie!)


Questo è un po' inquietante...


venerdì 21 agosto 2015

W il Nuovo Mondo!!

Bello! In questo periodo al maso stanno convivendo sotto lo stesso tetto due delle molteplici anime dell'agricoltura. Non potrebbero essere più diverse, eppure nascono entrambe dall'amore per la terra, dalla consapevolezza che senza di essa nulla sarebbe e che è dalla terra che dobbiamo ripartire.

Antonio, arrivato da poco dal lontanissimo Brasile, portando con sé tutta l'energia, la passione sociale e politica del movimento Sem Terra (http://www.comitatomst.it/). Contadino vero, da sempre. L'agricoltura è uno strumento sociale e politico, è ciò che permette a masse sfruttate e diseredate di ritrovare la propria dignità. In lui non si possono scindere agricoltura e politica. 

Spencer, arriva anche lui da lontano: Seattle, Washington State. Una formazione scientifico-orientale (non mi dilungo...sennò non arrivo più al punto), una passione infinita per la terra, una visione intima, un progetto solo suo. La ricerca dell'equilibrio prima di tutto personale, la volontà di passare leggero sulla terra, il bisogno di trovare un contatto (perso chissà quando dalla sua grande nazione) con il cibo.

Entrambi lavorano scalzi: uno perché forse lo ha sempre fatto, l'altro perché forse ha capito che era il momento di farlo. Io no, ho paura di darmi la zappa sui piedi (e non in senso figurato).

Questo irripetibile mix sta dando frutti inattesi, al maso. Molto concreti, anche.
Tipo: riduzione dell'area dedicata alle coltivazioni orticole annuali, sostituite in parte da perenni. Insieme abbiamo costruito delle bellissime aiuole a cumulo come si deve, soffici, piene di sostanza organica, su cui a breve strapianterò le fragole. Un bel po' di fragole.
Tipo: su pressing pesante di Spencer, ci siamo decisi a prendere in mano una parte di terreno che è da anni che ci guarda...anche qui, aiuole a cumulo, arbusti, perenni...pian piano la vedo prendere forma.

Spencer ha fatto il pressing teorico, armato di tomi giganti illeggibili (cioè, lui li legge, io francamente...) di "Edible forest gardening", Antonio ci ha messo trenta secondi a prendere il badile e cominciare a scavare, scavalcando in un balzo i "se" e i "ma"...

Ecco un po' di foto di questa cooperazione fra continente americano e vecchia Europa.













mercoledì 12 agosto 2015

Il Maso al mare...

Eccoci di ritorno. Una settimana, dico UNA SETTIMANA! al mare. Erano anni...
E la colpa di chi è? Ma dei piccoli Bauern, ovvio.

Marzo 2015, io e il Bauer commettiamo un imperdonabile errore educativo (complice qualche bicchierino di quello buono? Oppure siamo proprio due deficienti? Non ricordo): in macchina chiediamo ai piccoletti seduti dietro "ma a voi dove piacerebbe andare in vacanza???" e subito il grande si mette alla testa del polemico gruppetto: "Al mare al mare! Basta, quest'anno non vogliamo fare vacanze cultural-sportive, non vogliamo vedere nulla, fare nulla, assaggiare nulla!!! Solo stare con il sedere in acqua h24!!".
E siccome era marzo, faceva freddo, ci sembrava tollerabile, abbiamo prenotato il mare!

Premessa doverosa: mi sono riposata e vedere i miei figli così fuori di testa dalla gioia mi basta e mi avanza per i prossimi anni, ma...io e il mare abbiamo qualche problema relazionale.
Nell'ordine:
-sudo, troppo
-mi sembra di pesare 15 kg in più (tipo che alzarmi dalla sdraio mi pare un'impresa al di là delle mie forze)
-mi sembra di avere 15 anni in più (azz, dopo 3 giorni mi sembrava di essere un marinaio cotto dalla salsedine, avete presente quelle facce rugosissime, molto interessanti, d'accordo, ma io preferisco l'effetto pesca)
-mi escono tutte le magagne possibili (e qui qualcuno dirà: il mare ripulisce, tira fuori le schifezze e depura, ok, non sapevo di avere una congiuntivite annidata pronta a scattare)
- ho caldo (l'ho già detto?), troppo!

Lungi da me lamentarmi: il posto era bellissimo, il mare uno spettacolo e i profumi una delizia.

Volevo solo riflettere su quanto vivere in montagna mi abbia modificata, anche fisicamente.
Insomma, io sono nata a Pisa! Al mare si andava da maggio a ottobre! Eppure... un orizzonte troppo piatto adesso mi mette ansia...

Welcome back to me!


domenica 17 maggio 2015

Wwoof mon amour



Altri amici sono partiti, oggi. Ho appena letto quello che hanno scritto sul nostro "wwoofers journal" e mi sono commossa, ancora una volta. 
Aprire, anzi spalancare 4 anni fa le porte della nostra famiglia e del nostro piccolo maso ha cambiato la nostra vita completamente, e con un po' di orgoglio posso dire che ha cambiato un po' anche la vita dei nostri ospiti/wwoofers/amici.
Ogni volta che arriva qualcuno, si scatenano nuove energie, nuove prospettive, allegria e motivazioni.
E' come vedersi in uno specchio: l'abitudine alla propria vita quotidiana a volte la fa sembrare banale e un po' faticosa, ma quando qualcuno di "estraneo" la condivide con te, ti rendi conto di nuovo di quanto speciale e affascinante sia.

E i bambini!! E' uno spettacolo vederli accogliere sempre nuove persone, completamente aperti a qualunque lingua, colore, abitudine, cibo, religione.
Abbiamo festeggiato Sukkoth e You Kippur, fatto la colazione americana e canadese, ascoltato di viaggi in tutto il mondo, imparato a dire buon appetito in mille lingue...

E mi viene tristezza quando qualcuno mi chiede se non ho paura, se mi fido, se non mi scoccia avere estranei che girano per casa. Io ho paura solo di due cose: dell'ignoranza e della grettezza. Perché sono le madri del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura.

Uno dei nostri wwoofers (che, per inciso, tornerà quest'estate e starà con noi 3 mesi) appena arrivato ci ha regalato un quadretto con su scritto:
THERE ARE NO STRANGERS, ONLY FRIENDS WHO HAVE NEVER MET
 (non esistono estranei, solo amici che non abbiamo ancora incontrato)

Ecco, questo è il wwoof, e questa è la vita, per noi.


giovedì 16 aprile 2015

Una SPA in Val dei Mocheni...merita un post!

 

Siccome che...io e Paola non riusciamo a tenere al guinzaglio la quantità immane di neuroni di cui la natura ci ha generosamente dotate (Paola ci prova con la meditazione, ma secondo me è tempo sprecato...).
Siccome che...tante tante tante persone ci dicono "vabbè le attività per bambini...belle eh! Ma per gli adulti???".
Siccome che...la strada dell' autoproduzione è lunga, tortuosa ma piena di soddisfazioni.
Siccome che...primavera e autunno quassù da noi sono spettacolari...
Dati e stanti tutti questi siccome, io e la mia Accompagnatrice di Territorio preferita abbiamo ideato questa PROPOSTONA: ma stavolta, udite udite, è dedicata agli ADULTI!! Ai grandi, insomma. Avete presente? Quei bambini, però alti, però sempre un po' stressati, però senza molto tempo, ma con tantissima voglia di tornare a fare, a conoscere, a imparare. Ecco, quei bambini lì!
Anche noi siamo due di quelle bambine lì, e al grido di "riprendiamoci un po' di spazio!", lanciamo nell'etere (?) questo messaggio nella bottiglia.
Cittadini, campagnoli di ritorno, mamme stralunate, papà in carriera, giovani coppie con cane al seguito, gruppi di amiche e chi più ne ha più ne metta, segnatevi queste date:
12-13-14 GIUGNO 2015
2-3-4 OTTOBRE 2015
Nelle due stagioni più belle dell'anno, quelle in cui la Valle dei Mocheni si presenta in tutto il suo splendore, noi vi proponiamo due week end dedicati all'autoproduzione e al riconoscimento delle piante selvatiche edibili (cioè da magna', per capirci). Vi faremo tornare a casa pieni di nozioni, emozioni ed esperienze.
I due week end sono pensati separatamente (quindi potete venire anche ad uno solo). 

PRIMAVERA 
Ci dedicheremo agli impasti salati con la mitica pasta madre, passeggeremo nel bosco in notturna, impareremo a riconoscere le piante selvatiche edibili e fitoterapiche (a proposito, adesso è il momento del tarassaco, non fatevelo sfuggire), faremo il sapone e, last but not least, andremo per sentieri con le asinelle. Chi l'ha detto che andar per boschi con le asinelle è solo per i bambini???

AUTUNNO
In previsione del Natale, sperimenteremo impasti dolci con la pasta madre, godremo del meraviglioso foliage autunnale, passeggeremo nei boschi alla scoperta di piante autunnali edibili, impareremo a lavorare la lana naturale.

Ma non ci siamo fermate qui, perché in entrambi i week end abbiamo coinvolto il nostro Agritur preferito: il Klopfhof di Fierozzo. Gestito da Barbara (il mio guru per qualunque cosa) e Daniele, è inutile che mi dilunghi qui, le loro recensioni su Tripadvisor bastano e avanzano (il giudizio peggiore è un "molto buono"...non so se mi spiego). 
Barbara ha ideato due menù specialissimi solo per noi (e voi) per la cena del sabato: in primavera, la natura sarà nel piatto, con un menù completamente a base di erbe spontanee dall'antipasto al dolce, in autunno invece oltre che al palato godranno gli occhi con un menù dedicato ai colori dell'autunno.

Insomma, che aggiungere? Ah sì, il costo. Ciascun week end lo proponiamo al costo di € 175,00. La quota comprende:
-tutte le attività dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio
-pranzi al sacco del sabato e della domenica
-cena all'agritur sabato sera
La quota non comprende:
-cena del venerdì
-pernottamenti
Naturalmente, saremo più che felici di segnalarvi strutture di nostra fiducia e con un ottimo rapporto qualità/prezzo (vi fidate?Fidatevi!) sia per la cena del venerdì sia per i pernottamenti.

Ecco qua, quello che noi intendiamo per SPA (Sostenibilità-Piante selvatiche-Autoproduzione): il vero benessere deriva da quello che vogliamo e sappiamo fare per noi stessi, cose semplici e antiche, ma spesso dimenticate.

Vi aspettiamo
Vea e Paola



















giovedì 26 marzo 2015

Settimane estive al Maso: avventura nuova, vecchia amicizia

Chi segue il Mas del Saro su Facebook avrà sicuramente notato un'impennata delle proposte per bambini e famiglie, dei laboratori, delle partecipazioni a fiere, delle collaborazioni.
Mi sento come se stesse sbocciando qualcosa di covato a lungo, con pazienza e costanza. 
Ma la "cova" non è stata solo la mia.
Ed è questo l'argomento del post di oggi.

Da sola non sarei andata da nessuna parte. Una fattoria come la nostra, un maso piccolo, in montagna, gestito da gente che vanta utilissime lauree in sociologia, che dire che parte da zero è essere generosi, considerati matti da famiglia e conoscenti, non sarebbe sopravvissuta alla prima difficoltà se intorno a noi non ci fosse stata una rete di amicizie, collaborazioni, sostegno e scambio.
Non che io voglia farvi credere che è tutto un "volemose bene", che sia sempre facile collaborare, che l'intesa sia sempre immediata...insomma, per essere chiara, ci sono stati anche begli scazzi grossi! 
L'agricoltura è un mondo maschile, dove le donne devono ritagliarsi spazi e rispetto con fatica e fermezza: questo seleziona donne "di personalità" con cui non è sempre semplice avere a che fare. E se non sono le donne di personalità, sono maschi che, per ben che vada, sono cortesi e accondiscendenti, se invece va male, ti chiedono "dov'è il padrone?"...
Insomma, la tentazione di chiudersi, di credere che sia possibile e auspicabile fare tutto da soli, che non valga la pena coltivare troppe aspettative sugli altri, è forte.

Ma...ma se non ci fossimo aperti al mondo oggi non avremmo un bellissimo orto con i cumuli (grazie Alberto!), non avremmo imparato a fare il formaggio, il sapone, pettinare la lana (grazie Barbara, la mia Maestra per eccellenza!), non avrei capito l'importanza di comunicarsi con stile alle persone (grazie Dani!)...e mille altri esempi avrei.

Un paragrafo speciale va però dedicato a Paola, l'Accompagnatore di Territorio del Trentino con cui collaboro da anni. 
Consiglio a tutti voi che sbavate per mettere su un'attività come il Mas del Saro: trovatevi la vostra Paola Barducci, perchè senza non andate da nessuna parte.
Dal momento stesso in cui ho vagheggiato l'idea di fare quello che sto facendo lei ci ha creduto, subito, con forza, un'invasata!! 
Quando tentenno, mi impigrisco, mi demotivo, Paola arriva con un'idea. Di solito io penso "ma te sei matta!!", poi mi convince, per sfinimento di solito. E si parte. 

Una regola quindi la posso dare, per voi aspiranti Bauer/Bauerinnen: circondatevi di persone valide e siate voi validi quando serve!

martedì 22 aprile 2014

Kibbutz, mon amour...

Primo principio agricolo al Lotan!
Direi che è piuttosto superfluo dichiarare dove abbiamo passato gli ultimi 10 giorni: le foto postate sulla pagina facebook penso parlassero da sole. Il Maso in trasferta in terra d'Israele, per ritrovare vecchi amici e incontrarne di nuovi. 
Tra le mille cose di cui si potrebbe parlare a proposito di questo strano, meraviglioso e complicato paese, scelgo quella a me più affine: i kibbutzim!
Ho scassato la pazienza dei nostri amici con milioni di domande al secondo: cos'è il kibbutz? quanti sono? dove sono? com'è la vita quotidiana? che fanno? sono religiosi o no? che coltivano? sono bio? Alla fine, stremati, mi hanno portata a passare un paio di giorni nel deserto...a caccia di kibbutzim!!
Due giorni meravigliosi fra il kibbutz KETURA e il kibbutz LOTAN, nel bellissimo deserto dell'Aravà, la zona del Negev confinante con la Giordania.
Casette dei volontari...fango, sabbia e paglia.
I kibbutzim del deserto sono forse quelli che ancora si ispirano ai principi e ideali che accompagnarono la fondazione dei primi kibbutzim in Israele: egualitarismo, agricoltura come fondamento della convivenza fra le persone, forte condivisione dei (numerosi) momenti collettivi, religiosità aperta e "alternativa", molto rispettosa delle scelte personali. Sarà il clima, sarà l'isolamento, ma il risultato è che sono posti dove abbiamo respirato un'aria diversa, per noi nuova. Siamo stati accolti (come sempre e ovunque, a dire il vero) con grande dolcezza e gentilezza. Siamo stati coinvolti nei riti serali di shabbath shalom, abbiamo esplorato, curiosato, fotografato, chiacchierato...senza per un attimo cogliere sospetto o diffidenza da parte dei residenti. I bambini, nel kibbutz HULDA dove siamo stati ospitati per la maggior parte del tempo, hanno giocato liberi e ben accolti con gli altri bambini del kibbutz, in un clima che a noi ricordava vagamente quello del campeggio (?!).
E il kibbutz LOTAN, mi ha rubato il cuore. Ci ho passato un pomeriggio, ma la sera mi addormento pensando a come organizzare una nuova trasferta...e questa volta vorrei passarci davvero un po' di tempo. E' come se in me si fosse risvegliata una (sopita negli anni) voglia di comunità...ma ormai sono passati i tempi in cui sognavo comuni di frikkettoni dediti al fancazzismo quotidiano (al massimo una pasta scotta a mezzanotte)! Diciamo che avevo "buttato il bambino con l'acqua sporca": non ho più voglia di collettivismo giovanilista ergo non ho più voglia di collettivismo tout cour. Ma ho scoperto che non è ancora così per me (per il Bauer, ehm, non saprei...). 
E quindi vorrei davvero passare un po' di tempo là con la mia famiglia: sarebbe bello provare cosa significa davvero vivere, lavorare e imparare in comunità. Penso che per i bambini soprattutto sarebbe un'esperienza unica, di grande valore formativo. E anche per noi. Chissà se ci riusciremo...
Poi però si torna al maso, eh!?! Il collettivismo mi garba, ma nel Negev!!
Il deserto...